Un gruppo eterogeneo di quaranta persone che da alcuni anni frequentano il corso di canto popolare del FolkClub, condotto da Franco Lucà, decide di fondare l’Union des Amis Chanteurs, tesa alla ricerca, difesa e diffusione della canzone tradizionale italiana (Rivoli, 19 giugno 2007).
Una sorta di Mutuo Soccorso a favore del cantare libero, scegliendo di cantare la tradizione e aborrendo, come fecero Cantacronache nel 1958, di scimmiottare la canzone leggera.
A differenza dello storico gruppo torinese, l’Union des Amis Chanteurs non si propone però come produttore di nuova canzone, bensì si impegna a riproporre, attraverso il canto, che resta una delle più arcaiche forme di comunicazione e quindi di socializzazione, una cultura quasi sconosciuta, generalmente trascurata e a forte rischio di estinzione.
Non solo canto però, perché ampi spazi sono previsti per lo studio dei materiali di ricerca, per pubblicazioni tematiche utilizzando i preziosi archivi del Centro Regionale Etnografico Linguistico, l’organizzazione e la gestione di manifestazioni pubbliche, per l’approfondimento musicale attraverso corsi di formazione sugli strumenti tradizionali e qualsiasi iniziativa tesa a ampliare e sostenere i fini statutari.
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